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LA STRATEGIA DEI RIFIUTI ZERO SPIEGATA DA CAPANNORI AL MINISTERO DELL’AMBIENTE
Il Ministero, che vuole redigere il piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti, ha convocato Capannori come unico ente locale italiano perché ritenuto un’eccellenza. L’assessore Ciacci ha parlato delle buone pratiche promosse dall’amministrazione di Capannori dando anche suggerimenti su come migliorare la normativa nazionale.

La strategia dei Rifiuti Zero e le buone pratiche ambientali promosse dall’amministrazione di Capannori sono state spiegate in un incontro dall’Assessore all’Ambiente e ala Partecipazione, Alessio Ciacci, al Ministero dell’Ambiente. Il Ministero, infatti, vuole redigere il primo piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti e, dopo aver convocato in audizione le categorie economiche e l’Anci nazionale, ha chiesto a Capannori consigli, idee e proposte. L’ente di piazza Aldo Moro è l’unico in Italia a essere stato chiamato, proprio perché la sua eccellenza nella gestione dei rifituti è conosciuta in tutto il Paese; in pochi anni Capannori ha infatti diminuito del 30% la produzione complessiva dei rifiuti e ha inviato a riciclo oltre l’80% dei materiali.
All’incontro di Roma l’assessore Ciacci ha portato un report sull’esperienza capannorese e su quella delle oltre 100 amministrazioni che hanno aderito ai “Rifiuti Zero” e all’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi, di cui Capannori fa parte del direttivo. E’ stato inoltre consegnato ai tecnici e ai dirigenti del Ministero, sorpresi positivamente dal lavoro fatto dal Comune, il piano di riduzione dei rifiuti approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale, il primo del genere approvato in Italia.
“È un grande orgoglio ed onore essere stati convocati dal Ministero per questa importante audizione sul tema dei rifiuti e della sostenibilità. Il più grande ringraziamento va ai cittadini che permettono a Capannori di raggiungere queste grandi percentuali di riduzione e riciclo, all’azienda Ascit e a tutti i Comuni che con noi stanno costruendo queste strategie dando sempre più forza a livello nazionale alle buone pratiche – dichiara l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci -. Con queste iniziative, ancor poco diffuse in Italia, specie nelle grandi città, abbiamo contenuto i costi, costruito posti di lavoro e migliorato l’ambiente. Auspichiamo che le nostre proposte siano tenute in considerazione ed adottate, continueremo comunque a farle crescere sempre di più con le amministrazioni con cui stiamo condividendo davvero una politica per il bene comune”.
La riunione, svoltasi alla Direzione generale tutela del territorio e delle risorse idriche, si è svolta in un clima molto positivo, di grande interesse dimostrato per l’esperienza capannorese e per le tante buone iniziative avviate dalla strategia “Rifiuti zero” ma anche per le proposte elaborate per l’inserimento nella normativa nazionale. A tal proposito l’assessore Ciacci ha sottolineato l’importanza della riduzione dei rifiuti sia attraverso sistemi di incentivazione e tassazione per ridurre la produzione di imballaggi da parte delle aziende, sia inserendo nella pianificazione nazionale, al pari della raccolta differenziata, obblighi normativi di riduzione degli scarti a livello comunale e di passaggio alla tariffazione puntuale sui rifiuti come già è stato previsto in altri Stati europei.
La tariffazione puntuale, come dimostrano i caso di successo in Italia, è uno degli strumenti più efficaci per la riduzione degli scarti e premia direttamente i cittadini. Non caso a Capannori, dopo una prima sperimentazione avviata nel 2012, adotterà a pieno regime questo sistema dal 2 gennaio 2013.
L’incontro di ieri (mercoledì) si è inoltre incentrato sull’importanza di aumentare la “cauzione” per gli imballaggi versata dai produttori, che in altri paesi europei è molto più elevata ed ha infatti spinto le aziende a utilizzare il meccanismo del “vuoto a rendere” piuttosto che l’usa e getta. I dirigenti e funzionari ministeriali hanno presenziato per oltre tre ore alla relazione chiedendo approfondimenti e chiedendo di consolidare il confronto con scambio di materiale e possibili ulteriori incontri.
Capannori, presente anche in rappresentanza del coordinamento nazionale dei comuni Rifiuti Zero e dell’Associazione Comuni Virtuosi, si conferma sempre più un laboratorio nazionale di sperimentazione di buone pratiche e di confronto con esperti a livello nazionale delle migliori progettualità per la sostenibilità ambientale.
“Con l’adesione nel 2007 alla strategia dei Rifiuti Zero, quale primo Comune in Italia, Capannori ha messo al primo posto l’ambiente, per rendere migliore il territorio e incrementare la qualità della vita dei cittadini – afferma il sindaco, Giorgio Del Ghingaro -. E’ stata una scelta coraggiosa, ma oggi i risultati concreti ottenuti sono sotto gli occhi di tutti. La nostra amministrazione comunale è presa a modello per la sua politica vicina alle esigenze della comunità. Sono tanti i Comuni che incontriamo per dare loro suggerimenti su come riproporre nei loro territori le nostre buone pratiche ed è quindi un onore che il Ministero ci abbia chiamato per approfondire la nostra esperienza”.

http://www.ciaccimagazine.org

 

 

Il comune di Capannori anticipa la scadenza di legge fissata al 2013 e approva, primo  in Italia, il  “Programma Comunale  di Prevenzione dei Rifiuti”. Il Ministero dell’Ambiente chiama prontamente l’amministrazione comunale invitandola per mercoledì prossimo a Roma per un’audizione. Il Ministero vuole approvare entro la fine dell’anno un piano nazionale per la riduzione dei rifiuti  e  per questo vuole conoscere più approfonditamente l’esperienza e le proposte di Capannori in questo settore. Il Programma di prevenzione  è un nuovo strumento, approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale, che vuole consolidare le molte  buone pratiche già realizzate dal Comune e svilupparne di nuove, implementando così la ‘funzione prevenzione’ quale ulteriore passo avanti verso l’obiettivo ‘Rifiuti Zero entro il 2020’.

“Siamo davvero soddisfatti di poter dare il nostro contributo fuori dai confini locali sulla gestione dei rifiuti e in particolare su tutte le buone pratiche da noi adottate per ridurre gli scarti prodotti sul nostro territorio – afferma il sindaco, Giorgio Del Ghingaro – I risultati raggiunti sono più che soddisfacenti con una progressiva riduzione dei rifiuti che dimostra anche il  grande impegno profuso dai cittadini che intendo ringraziare. L’interesse del Ministero per le nostre azioni nel campo della gestione dei rifiuti ci onora e siamo lieti di poter collaborare, affinché l’esperienza all’avanguardia realizzata a Capannori possa essere utile nel contesto  nazionale”.

Se da un parte si confermano le innumerevoli buone pratiche realizzate, dal distributore di latte alla spina al compostaggio domestico, dalla promozione dei pannolini riutilizzabili ai detersivi alla spina fino all’introduzione dell’acqua del rubinetto sulle mense scolastiche, alle sagre ecologiche e al Centro del riuso, dall’altra il  Programma prevede  nuove importanti azioni per abbattere ulteriormente la produzione dei rifiuti. I dati del 2012 sono già molto incoraggianti: da  gennaio a settembre  la produzione dei rifiuti è calata  di circa il 5%, percentuale superiore al 2011 quando il calo è stato del 3,22%.

“I risultati ottenuti sono già molto buoni – dichiara l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci-, ma è nostra intenzione, grazie anche al programma di prevenzione dei rifiuti, compiere ulteriori passi avanti sul cammino verso Rifiuti Zero. Tra le nuove azioni previste ce ne sono alcune che coinvolgono direttamente il territorio e in particolare  le attività commerciali che credo potranno dare esiti molto interessanti”.
Sia il monitoraggio dell’esistente che i nuovi progetti contenuti nel Programma sono stati realizzati grazie al lavoro  di una ‘cabina di regia’ composta da rappresentanti del Comune, di Ascit, del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e da alcune associazioni.

Tra le nuove azioni merita attenzione il progetto ‘Esercente Zero Spreco’ che si  intende realizzare in collaborazione con le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti.
Il progetto, proposto dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero, prevede  il coinvolgimento attivo dei commercianti offrendo loro la possibilità di assumersi la loro fetta di ‘responsabilità’ estesa di filiera’ e un sistema per rilanciare il loro marketing. In pratica i gli esercenti dovranno rispettare un decalogo che prevede ad esempio l’uso di shoppers riutilizzabili non in plastica, l’uso di lampade a risparmio energetico, piuttosto che la promozione della vendita sfusa.  Ai commercianti verranno assegnate da 0 a 5  foglie a seconda del numero di regole rispettate e in presenza di almeno 3 foglie potranno applicare sulla propria carta intestata il bollino ‘esercente spreco zero’ con accanto il numero di foglie ottenuto. L’ottenimento delle foglie si trasformerà per il commerciante anche in un risparmio sulla parte variabile della tariffa dei rifiuti con sconti che potranno andare  dal 30% (3 foglie) al 100% (5 foglie). Le attività commerciali  saranno poi pubblicizzate attraverso vari mass media.  Per concretizzare il progetto sarà costituita un’apposita commissione.

DATI SULLA RACCOLTA DEI  RIFIUTI 2012

In  9 mesi da gennaio a settembre i rifiuti prodotti sul territorio sono calati di circa il 5%.  Il calo più consistente riguarda i medicinali scaduti (-61,17%), i pneumatici di provenienza urbana (-31,11%), gli olii vegetali esauriti (-30,43%), toner e cartucce esaurite (-29,69%). Diminuzione importante anche per quanto riguarda il multimateriale (-22,01%) probabilmente anche per la sperimentazione della Tia puntuale in alcune frazioni, la plastica di provenienza urbana (- 22,01%), la carta e cartone (-20,77%).
Per quanto riguarda la raccolta differenziata il rifiuto da spazzamento stradale è calato di ben il 53,07% mentre i rifiuti solidi urbani hanno fatto registrare una diminuzione del 5,41%.

12 dollari al giorno per smontare rifiuti elettronici, seduti per terra, all’aperto, in mezzo a montagne di rifiuti elettronici. Questa la allettante prospettiva lavorativa che attrae giovani cinesi verso i villaggi della rottamazione, dove vengono portati i container pieni di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) da smaltire. Smaltire significa svitare, strappare, bruciare le parti di plastica e recuperare metalli con valore commerciale.

Non vi sono controlli su cadmio, piombo, mercurio e altre sostanze tossiche presenti nel materiale in arrivo e mancanti in quello in uscita, parte di questi metalli si accumulano nel sangue delle persone che lavorano, vivono e si riproducono nei villaggi della rottamazione. Mancano totalmente gli equipaggiamenti di sicurezza e, ovviamente, l’attenzione dei media non è gradita.

Le autorità locali non vogliono troppa attenzione sul business del riciclaggio, ma una università cinese ha iniziato a fare degli studi sulla salute delle persone che passano la giornata smontando monitor e videoregistratori, bruciando plastiche e sciogliendo metalli nel cortile di casa loro. Si è scoperto che l’accumulo di metalli pesanti nel sangue dei bambini e dei neonati ne compromette lo sviluppo intellettivo. I media ne hanno parlato e il governo locale è stato costretto ad aprire gli occhi.

La Cina ha ratificato la Convenzione di Basilea che vieta l’esportazione di rifiuti tossici, ma la sua produzione interna e un po’ di corruzione sono comunque abbastanza alte da rifornire i villaggi del riciclaggio. Gli USA, che sono i maggiori produttori ed esportatori di RAEE al mondo, non applicano la convenzione, pur avendola firmata.

 

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trashware - come riciclare un vecchio protatile

Vediamo come trasformare un vecchio portatile con prestazioni e durata della batteria intollerabili per gli standard odierni in un computer fisso pieno di stile e funzionalità.

Quella del Trashware è una pratica in larga diffusione oggi, vista la necessità di smaltire vecchi calcolatori altrimenti inutili, venendo incontro anche alle esigenze ecologiche in barba al consumismo, e la sempre crescente necessità di risparmiare qualche soldino visti i tempi non molto felici. Per fortuna esistono ancora distribuzioni Linux che invece di puntare sulla grafica barocca puntano alla funzionalità ed al risparmio delle risorse. Facendo leva su tali sistemi operativi i vecchi computer posso tornare in vita anche quando il trend di mercato punta su sistemi operativi che richiedono almeno un processore multicore ed una scheda grafica di ultima generazione per essere usati decentemente...

Vediamo cosa fare allora quando il portatile è ridotto in pessime condizioni, la tastiera non va, il touch pad non risponde e la batteria si è arresa. Nell'ipotesi che le parti più importanti siano ancora funzionanti, quindi processore e scheda madre, vediamo come trasformare un vecchio portatile in un utile computer fisso.

Elenchiamo il materiale necessario:

- pannelli di materiale acrilico trasparente delle dimensioni dello schermo

- almeno quattro viti

- cavi di collegamento

- cacciavite e pinze per svontare il portatile

Per prima cosa smontaiamo il portatile. Ogni portatile è diverso quindi non si possono dare indicazioni generali. Per esperienza i Toshiba sono abbastanza problematici da smontare, al contrario di Acer e Dell. Ma non dovendo preoccuparsi di rompere il case o altre componenti dell'involucro usate pure la mano pesante, ciò che conta è non danneggiare la scheda madre, il processore e lo schermo. Dovreste ottenere un risultato simile a quello mostrato sotto.

Dissasembly

Ritagliare a questo punto due riquadri di materiale acrilico trasparente delle dimensioni dello schermo come in figura sotto.

Si può in realtà usare il tipo di materiale che si preferisce o che si riesce a lavorare meglio. L'ideale sarebbe usre un materiale che conduce molto bene il calore, quindi si sconsiglia vivamente il legno di ogni tipo e si consiglia l'alluminio MAC style...

Front face

Inserire la scheda madre tra i due rettangoli ritagliati prima e chiudere con le viti. Il risultato è una specie di panino con scheda madre come si vede nella figura sotto.

Back plate

Bisogna a questo punto creare dei fori per la ventola onde evitare che la temperatura del computer superi una certa soglia essendo la ventola tappata come si vede sotto.

Fan holes

L'unica cosa rilevante che abbiamo perso con l'operazione di smontaggio del portatile è il tasto di accensione. Quindi o ricicliamo in qualche modo quello originale oppure individuiamo i cavi corrispondenti e li colleghiamo ad un tasto che ci procuriamo, la scelta è puramente estetica. Si può fare un altro buco nel nuovo case della scheda madre oppure tenere un tasto esterno, è solo una questione di gusti e comodità. La stessa operazione può essere ripetuta per lo schermo oppure si può collegare la scheda madre ad uno schermo USB e lo stesso vale per la tastiera ed il touch pad qualora non siano in perfette condizioni. Ovviamente installeremo una distribuzione Linux adatta all'età del portatile di modo da ottenere delle buone prestazioni.

Alcune piccole ma importanti rifiniture di sicurezza per concludere. Come si vede nella figura sotto

Finish

il materiale che abbiamo tagliato sui bordi ha un aspetto tuttaltro che amichevole, è quindi il caso di limare e rendere innocui eventuali spigoli vivi o bordi taglienti.

Abbiamo presentato un tipico esempio di trashware che permette di trasformare un vecchio portatile in un computer fisso dignitoso che può trovare impiego in molteplici contesti. Le possibilità di personalizzare il risultato finale sono molteplici e gli strumenti necessari per il lavoro alla portata di tutti.

 

 

Mettiamo che abbiate bisogno, sul posto di lavoro, di un Pc che faccia il minimo indispensabile a migliorare la vita di un gruppetto di operai, oppure che vi permetta di toglierveli dalle calcagna nel caso vengano sempre da voi a chiedervi aiuto (e sempre nei momenti meno opportuni).

A volte possono servire ricerche, mappe, contatti telefonici e una postazione dedicata solo a quello può far comodo, ovviamente una postazione che non costi nulla e che non sia un danno in caso di distruzione da parte di scalmanati.

Cominciamo col trovare un computer che si sta avviando verso la pattumiera perché obsoleto, nel mio caso un vecchio HP Omnibook che non si avvia da anni, perché Windows 98 è stato azzoppato dai virus recuperati sui vecchi siti porno, quelli dei tempi gloriosi in cui i flashplayer ancora non erano usati.

Un commerciale della vostra azienda dovrebbe avere almeno una di queste macchine, puntualmente resa inutilizzabile in quel modo: appropriatevene senza chiedere niente, entrate con una Live e recuperate tutti i dati salvandoli su pendrive, poi presentatevi al vecchio proprietario con la chiavetta USB in mano e giocatevela in modo simile a questo:

Ciao, sai quel vecchio Pc che stavi per buttare via, che tanto non ti si avviava più e che comunque è stravecchio?

Guarda, mi ci sono imbattuto e, visto che mi servirebbe per fare una cosina tanto utile alla ditta, ci sono entrato e ho recuperato TUTTI I DATI CHE AVEVI.

Li ho qui dentro, tieni… ti lascio la chiavetta USB così te li puoi copiare nel computer nuovo, tante volte ci fosse roba che ti serve… ah, il computer lo posso tenere, tanto lo stavi per buttare.

Importante: ricordatevi di sottolineare il fatto che avete copiato tutti i documenti di quel Pc, quindi anche le foto di troje, in modo che il defraudato sia conscio che sapete benissimo che siti visitava con un computer aziendale; inoltre non mettete un punto interrogativo alla fine: il Pc ormai è vostro e assaporate già la sensazione di chi si appresta a formattare un’oscenità come Windows 98, quindi voi non formulate una domanda, ponete l’interlocutore davanti a un fatto.

Ovviamente provvedete anche a trafugare relativa borsa, nel caso di notebook, o accessori correlati… questo non sto nemmeno a sottolinearvelo, rispondendo con sonore bestemmie a chi osi opporsi al vostro volere.

Che distro installare, quindi?

Perché tanto è lì che si casca, recupererete quasi certamente delle macchine obsolete che raramente supereranno i 256 MB di ram, nel mio caso ho avuto per le mani un notebook con 64 MB e la scelta di Puppy Linux è stata quasi obbligata, nel caso l’hardware ve lo consenta potete ricorrere a distro via via più esose, ma Puppy non è una scelta “minore”.

Scordatevi anche di ripristinare sistemi ormai superati come Win98/2000, oppure di ricorrere a Xp piratati tanto in voga oggi, perché se passa la finanza vi incula come le scimmie.

Puppy Linux è un’ottima distro, leggera, veloce, stabile e versatile, basta usare qualche piccola accortezza per l’uso che ne dobbiamo fare.

Il primo accorgimento riguarda l’installazione: Puppy nasce come Live, ma spesso può far comodo installarla proprio per recuperare computer destinati alla spazzatura, ha quindi 2 metodi di installazione: Frugal e classica.

Un’installazione Frugal prevede che si monti l’immagine del sistema, copiata su disco, come un filesystem “fittizio” e che i cambiamenti apportati vengano salvati, sempre su disco, in un file apposito; è fondamentalmente simile al metodo di installazione su pendrive o disco esterno, molto conveniente nel caso abbiate abbastanza ram da caricarci il sistema per intero (128 MB, non un quantitativo esorbitante) per sfruttarne tutta la rapidità conseguente.

L’installazione classica è quella normale di ogni distro e conviene se si è davvero a corto di ram e si dovrà ricorrere spesso alla swap, ma il sistema risulterà comunque più rapido e reattivo di un Win98 o simili.

Altro accorgimento, nel caso si opti per Puppy, è quello di preparare il sistema alla multiutenza, in quanto gli utilizzatori dovranno avere un utente limitatissimo e un menù privo di cose per loro inutili: Puppy prevede di default il solo root (detto che nasce come Live, no?), ma ci sono script appositi per utilizzare adduser e altri tools per i gruppi e per disabilitare il login automatico, oppure potete cercarvi una Puplet (una Puppy personalizzata) già pronta per la multiutenza, come la Puplet Multiuser.

Limitatevi molto coi permessi, date le appartenenze ai gruppi netdev solo se avete problemi a collegarvi via WiFi o a wheel se non riuscite a creare uno xorg.conf dedicato all’utente in /etc/X11/utente/xorg.conf; il gruppo shutdown non è necessario all’utente.

Fate una blacklist dei siti porno, se non avete il computer a portata d’occhio e un machete per punire i segaioli, usando mezzi più o meno ortodossi come estensioni del browser o manomissioni di /etc/hosts.

Togliete ogni voce di menù che non sia “Calendario”, “Internet”, “Blocco Note”, con gli strumenti di JWM o IceWM, a seconda di cosa usate, oppure nelle directory nascoste della home e già che ci siete fate anche uno sfondo personalizzato per il desktop.

A questo punto bisogna anche pensare alla connessione internet, anche qui cercando di aggirare problemi vari e di recuperare eventuali pezzi necessari dalla spazzatura.

Se avete una porta ethernet, un access point a portata di mano e la vostra azienda se ne frega di cosa passa per le loro reti, siete a cavallo e potete pure finire di leggere per tornare su Youporn, idem se il Pc è dotato di scheda wireless riconosciuta o meno (Puppy ha già installato ndiswrapper, nel peggiore dei casi).

Il notebook HP dell’articolo rappresenta forse il caso peggiore ipotizzabile: privo di porta ethernet, che comunque sarebbe inutile perché gli access point della rete aziendale non servono al nostro scopo, per il proxy che nega la navigazione perfino a Google Maps, ma la consente a Il Sole 24 Ore.

Di scheda WiFi integrata nemmeno a parlarne, come fare quindi ad attaccarsi alla wireless degli uffici del piano di sopra?

Nostri uffici del piano di sopra, ovviamente, per evitare fraintendimenti.

Anche in questo caso dobbiamo ricorrere a qualcuno che ha cambiato portatile da non troppo tempo e che si è trovato una scheda wireless improvvisamente inutile, perché il suo notebook nuovo fiammante ha la scheda integrata.

Generalmente si trovano schede USB o Pcmcia vecchie, che hanno buone probabilità di essere supportate dal kernel, ma che al limite è facile far funzionare con ndiswrapper dopo aver scaricato i driver Windows dai siti dei produttori.

Io ho recuperato una Netgear Pcmcia che è stata riconosciuta subito, grazie ai driver Atheros, è bastato inserirla e usare il wizard per la connessione per agganciarmi alla rete degli uffici dei capi, libera da ogni vincolo aziendale.

Ora devo solo darlo in pasto ai miei corrieri.