Hacking Labs Associazione

12 dollari al giorno per smontare rifiuti elettronici, seduti per terra, all’aperto, in mezzo a montagne di rifiuti elettronici. Questa la allettante prospettiva lavorativa che attrae giovani cinesi verso i villaggi della rottamazione, dove vengono portati i container pieni di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) da smaltire. Smaltire significa svitare, strappare, bruciare le parti di plastica e recuperare metalli con valore commerciale.

Non vi sono controlli su cadmio, piombo, mercurio e altre sostanze tossiche presenti nel materiale in arrivo e mancanti in quello in uscita, parte di questi metalli si accumulano nel sangue delle persone che lavorano, vivono e si riproducono nei villaggi della rottamazione. Mancano totalmente gli equipaggiamenti di sicurezza e, ovviamente, l’attenzione dei media non è gradita.

Le autorità locali non vogliono troppa attenzione sul business del riciclaggio, ma una università cinese ha iniziato a fare degli studi sulla salute delle persone che passano la giornata smontando monitor e videoregistratori, bruciando plastiche e sciogliendo metalli nel cortile di casa loro. Si è scoperto che l’accumulo di metalli pesanti nel sangue dei bambini e dei neonati ne compromette lo sviluppo intellettivo. I media ne hanno parlato e il governo locale è stato costretto ad aprire gli occhi.

La Cina ha ratificato la Convenzione di Basilea che vieta l’esportazione di rifiuti tossici, ma la sua produzione interna e un po’ di corruzione sono comunque abbastanza alte da rifornire i villaggi del riciclaggio. Gli USA, che sono i maggiori produttori ed esportatori di RAEE al mondo, non applicano la convenzione, pur avendola firmata.

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