Hacking Labs Associazione

Postazioni a costo zero col trashware

 

Mettiamo che abbiate bisogno, sul posto di lavoro, di un Pc che faccia il minimo indispensabile a migliorare la vita di un gruppetto di operai, oppure che vi permetta di toglierveli dalle calcagna nel caso vengano sempre da voi a chiedervi aiuto (e sempre nei momenti meno opportuni).

A volte possono servire ricerche, mappe, contatti telefonici e una postazione dedicata solo a quello può far comodo, ovviamente una postazione che non costi nulla e che non sia un danno in caso di distruzione da parte di scalmanati.

Cominciamo col trovare un computer che si sta avviando verso la pattumiera perché obsoleto, nel mio caso un vecchio HP Omnibook che non si avvia da anni, perché Windows 98 è stato azzoppato dai virus recuperati sui vecchi siti porno, quelli dei tempi gloriosi in cui i flashplayer ancora non erano usati.

Un commerciale della vostra azienda dovrebbe avere almeno una di queste macchine, puntualmente resa inutilizzabile in quel modo: appropriatevene senza chiedere niente, entrate con una Live e recuperate tutti i dati salvandoli su pendrive, poi presentatevi al vecchio proprietario con la chiavetta USB in mano e giocatevela in modo simile a questo:

Ciao, sai quel vecchio Pc che stavi per buttare via, che tanto non ti si avviava più e che comunque è stravecchio?

Guarda, mi ci sono imbattuto e, visto che mi servirebbe per fare una cosina tanto utile alla ditta, ci sono entrato e ho recuperato TUTTI I DATI CHE AVEVI.

Li ho qui dentro, tieni… ti lascio la chiavetta USB così te li puoi copiare nel computer nuovo, tante volte ci fosse roba che ti serve… ah, il computer lo posso tenere, tanto lo stavi per buttare.

Importante: ricordatevi di sottolineare il fatto che avete copiato tutti i documenti di quel Pc, quindi anche le foto di troje, in modo che il defraudato sia conscio che sapete benissimo che siti visitava con un computer aziendale; inoltre non mettete un punto interrogativo alla fine: il Pc ormai è vostro e assaporate già la sensazione di chi si appresta a formattare un’oscenità come Windows 98, quindi voi non formulate una domanda, ponete l’interlocutore davanti a un fatto.

Ovviamente provvedete anche a trafugare relativa borsa, nel caso di notebook, o accessori correlati… questo non sto nemmeno a sottolinearvelo, rispondendo con sonore bestemmie a chi osi opporsi al vostro volere.

Che distro installare, quindi?

Perché tanto è lì che si casca, recupererete quasi certamente delle macchine obsolete che raramente supereranno i 256 MB di ram, nel mio caso ho avuto per le mani un notebook con 64 MB e la scelta di Puppy Linux è stata quasi obbligata, nel caso l’hardware ve lo consenta potete ricorrere a distro via via più esose, ma Puppy non è una scelta “minore”.

Scordatevi anche di ripristinare sistemi ormai superati come Win98/2000, oppure di ricorrere a Xp piratati tanto in voga oggi, perché se passa la finanza vi incula come le scimmie.

Puppy Linux è un’ottima distro, leggera, veloce, stabile e versatile, basta usare qualche piccola accortezza per l’uso che ne dobbiamo fare.

Il primo accorgimento riguarda l’installazione: Puppy nasce come Live, ma spesso può far comodo installarla proprio per recuperare computer destinati alla spazzatura, ha quindi 2 metodi di installazione: Frugal e classica.

Un’installazione Frugal prevede che si monti l’immagine del sistema, copiata su disco, come un filesystem “fittizio” e che i cambiamenti apportati vengano salvati, sempre su disco, in un file apposito; è fondamentalmente simile al metodo di installazione su pendrive o disco esterno, molto conveniente nel caso abbiate abbastanza ram da caricarci il sistema per intero (128 MB, non un quantitativo esorbitante) per sfruttarne tutta la rapidità conseguente.

L’installazione classica è quella normale di ogni distro e conviene se si è davvero a corto di ram e si dovrà ricorrere spesso alla swap, ma il sistema risulterà comunque più rapido e reattivo di un Win98 o simili.

Altro accorgimento, nel caso si opti per Puppy, è quello di preparare il sistema alla multiutenza, in quanto gli utilizzatori dovranno avere un utente limitatissimo e un menù privo di cose per loro inutili: Puppy prevede di default il solo root (detto che nasce come Live, no?), ma ci sono script appositi per utilizzare adduser e altri tools per i gruppi e per disabilitare il login automatico, oppure potete cercarvi una Puplet (una Puppy personalizzata) già pronta per la multiutenza, come la Puplet Multiuser.

Limitatevi molto coi permessi, date le appartenenze ai gruppi netdev solo se avete problemi a collegarvi via WiFi o a wheel se non riuscite a creare uno xorg.conf dedicato all’utente in /etc/X11/utente/xorg.conf; il gruppo shutdown non è necessario all’utente.

Fate una blacklist dei siti porno, se non avete il computer a portata d’occhio e un machete per punire i segaioli, usando mezzi più o meno ortodossi come estensioni del browser o manomissioni di /etc/hosts.

Togliete ogni voce di menù che non sia “Calendario”, “Internet”, “Blocco Note”, con gli strumenti di JWM o IceWM, a seconda di cosa usate, oppure nelle directory nascoste della home e già che ci siete fate anche uno sfondo personalizzato per il desktop.

A questo punto bisogna anche pensare alla connessione internet, anche qui cercando di aggirare problemi vari e di recuperare eventuali pezzi necessari dalla spazzatura.

Se avete una porta ethernet, un access point a portata di mano e la vostra azienda se ne frega di cosa passa per le loro reti, siete a cavallo e potete pure finire di leggere per tornare su Youporn, idem se il Pc è dotato di scheda wireless riconosciuta o meno (Puppy ha già installato ndiswrapper, nel peggiore dei casi).

Il notebook HP dell’articolo rappresenta forse il caso peggiore ipotizzabile: privo di porta ethernet, che comunque sarebbe inutile perché gli access point della rete aziendale non servono al nostro scopo, per il proxy che nega la navigazione perfino a Google Maps, ma la consente a Il Sole 24 Ore.

Di scheda WiFi integrata nemmeno a parlarne, come fare quindi ad attaccarsi alla wireless degli uffici del piano di sopra?

Nostri uffici del piano di sopra, ovviamente, per evitare fraintendimenti.

Anche in questo caso dobbiamo ricorrere a qualcuno che ha cambiato portatile da non troppo tempo e che si è trovato una scheda wireless improvvisamente inutile, perché il suo notebook nuovo fiammante ha la scheda integrata.

Generalmente si trovano schede USB o Pcmcia vecchie, che hanno buone probabilità di essere supportate dal kernel, ma che al limite è facile far funzionare con ndiswrapper dopo aver scaricato i driver Windows dai siti dei produttori.

Io ho recuperato una Netgear Pcmcia che è stata riconosciuta subito, grazie ai driver Atheros, è bastato inserirla e usare il wizard per la connessione per agganciarmi alla rete degli uffici dei capi, libera da ogni vincolo aziendale.

Ora devo solo darlo in pasto ai miei corrieri.

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