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Rifiuti Zero, l’Assessore Ciacci ricevuto al Ministero dell’Ambiente

 

LA STRATEGIA DEI RIFIUTI ZERO SPIEGATA DA CAPANNORI AL MINISTERO DELL’AMBIENTE
Il Ministero, che vuole redigere il piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti, ha convocato Capannori come unico ente locale italiano perché ritenuto un’eccellenza. L’assessore Ciacci ha parlato delle buone pratiche promosse dall’amministrazione di Capannori dando anche suggerimenti su come migliorare la normativa nazionale.

La strategia dei Rifiuti Zero e le buone pratiche ambientali promosse dall’amministrazione di Capannori sono state spiegate in un incontro dall’Assessore all’Ambiente e ala Partecipazione, Alessio Ciacci, al Ministero dell’Ambiente. Il Ministero, infatti, vuole redigere il primo piano nazionale sulla riduzione dei rifiuti e, dopo aver convocato in audizione le categorie economiche e l’Anci nazionale, ha chiesto a Capannori consigli, idee e proposte. L’ente di piazza Aldo Moro è l’unico in Italia a essere stato chiamato, proprio perché la sua eccellenza nella gestione dei rifituti è conosciuta in tutto il Paese; in pochi anni Capannori ha infatti diminuito del 30% la produzione complessiva dei rifiuti e ha inviato a riciclo oltre l’80% dei materiali.
All’incontro di Roma l’assessore Ciacci ha portato un report sull’esperienza capannorese e su quella delle oltre 100 amministrazioni che hanno aderito ai “Rifiuti Zero” e all’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi, di cui Capannori fa parte del direttivo. E’ stato inoltre consegnato ai tecnici e ai dirigenti del Ministero, sorpresi positivamente dal lavoro fatto dal Comune, il piano di riduzione dei rifiuti approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale, il primo del genere approvato in Italia.
“È un grande orgoglio ed onore essere stati convocati dal Ministero per questa importante audizione sul tema dei rifiuti e della sostenibilità. Il più grande ringraziamento va ai cittadini che permettono a Capannori di raggiungere queste grandi percentuali di riduzione e riciclo, all’azienda Ascit e a tutti i Comuni che con noi stanno costruendo queste strategie dando sempre più forza a livello nazionale alle buone pratiche – dichiara l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci -. Con queste iniziative, ancor poco diffuse in Italia, specie nelle grandi città, abbiamo contenuto i costi, costruito posti di lavoro e migliorato l’ambiente. Auspichiamo che le nostre proposte siano tenute in considerazione ed adottate, continueremo comunque a farle crescere sempre di più con le amministrazioni con cui stiamo condividendo davvero una politica per il bene comune”.
La riunione, svoltasi alla Direzione generale tutela del territorio e delle risorse idriche, si è svolta in un clima molto positivo, di grande interesse dimostrato per l’esperienza capannorese e per le tante buone iniziative avviate dalla strategia “Rifiuti zero” ma anche per le proposte elaborate per l’inserimento nella normativa nazionale. A tal proposito l’assessore Ciacci ha sottolineato l’importanza della riduzione dei rifiuti sia attraverso sistemi di incentivazione e tassazione per ridurre la produzione di imballaggi da parte delle aziende, sia inserendo nella pianificazione nazionale, al pari della raccolta differenziata, obblighi normativi di riduzione degli scarti a livello comunale e di passaggio alla tariffazione puntuale sui rifiuti come già è stato previsto in altri Stati europei.
La tariffazione puntuale, come dimostrano i caso di successo in Italia, è uno degli strumenti più efficaci per la riduzione degli scarti e premia direttamente i cittadini. Non caso a Capannori, dopo una prima sperimentazione avviata nel 2012, adotterà a pieno regime questo sistema dal 2 gennaio 2013.
L’incontro di ieri (mercoledì) si è inoltre incentrato sull’importanza di aumentare la “cauzione” per gli imballaggi versata dai produttori, che in altri paesi europei è molto più elevata ed ha infatti spinto le aziende a utilizzare il meccanismo del “vuoto a rendere” piuttosto che l’usa e getta. I dirigenti e funzionari ministeriali hanno presenziato per oltre tre ore alla relazione chiedendo approfondimenti e chiedendo di consolidare il confronto con scambio di materiale e possibili ulteriori incontri.
Capannori, presente anche in rappresentanza del coordinamento nazionale dei comuni Rifiuti Zero e dell’Associazione Comuni Virtuosi, si conferma sempre più un laboratorio nazionale di sperimentazione di buone pratiche e di confronto con esperti a livello nazionale delle migliori progettualità per la sostenibilità ambientale.
“Con l’adesione nel 2007 alla strategia dei Rifiuti Zero, quale primo Comune in Italia, Capannori ha messo al primo posto l’ambiente, per rendere migliore il territorio e incrementare la qualità della vita dei cittadini – afferma il sindaco, Giorgio Del Ghingaro -. E’ stata una scelta coraggiosa, ma oggi i risultati concreti ottenuti sono sotto gli occhi di tutti. La nostra amministrazione comunale è presa a modello per la sua politica vicina alle esigenze della comunità. Sono tanti i Comuni che incontriamo per dare loro suggerimenti su come riproporre nei loro territori le nostre buone pratiche ed è quindi un onore che il Ministero ci abbia chiamato per approfondire la nostra esperienza”.

http://www.ciaccimagazine.org

Il display flessibile e indistruttibile, il futuro è alle porte. La rivoluzione Samsung

Il display flessibile e indistruttibile, il futuro è alle porteIl display flessibile e indistruttibile, il futuro è alle porte

Addio LCD, benvenuto OLED (Organic Light Emitting Diode) con i diodi che emettono luce propria e grazie ai quali i display possono essere più sottili e pieghevoli fino al punto di arrotolarsi.
Sembrava tecnologia futuristica ma a quanto riportato da Samsung i display pieghevoli arriveranno durante il primo semestre del 2013. Nulla è stato invece detto riguardo all'applicazione, nell'immediato futuro, di questi display, è tuttavia facile comprendere che sarà una grande rivoluzione per smartphone, tablet, e-reader e, perché no, personal computer e TV. Saranno soprattutto i device mobili a trarne vantaggio, proprio perché gli indici secondo i quali i consumatori operano la propria scelta sta ulteriormente variando: anni fa era la ricezione a tenere banco, poi si è arrivati a dare maggiore importanza alle applicazioni disponibili e, in questi mesi, il display diventa elemento di prioritaria importanza, anche in virtù del fatto che un numero crescente di persone consuma contenuti TV sul proprio device mobile.

 

Benché Samsung sia in una posizione avanzata sono molti altri i produttori che stanno prendendo le misure con i display pieghevoli e tra questi ci sono concorrenti di primaria importanza: LG, Sharp, Sony, Nokia e Philips. Manca Apple la quale, durante lo scorso mese di maggio, aveva già mostrato l'intenzione di appoggiarsi all'esperienza accumulata da Samsung. Ora i rapporti tra Cupertino e Seoul sono un po' meno distesi, e si aprono quindi scenari diversi: o la pace o la guerra totale tra i due.
Tutto ovviamente nell'ottica della competitività dei prezzi e, su questo fronte, Samsung è rimasta molto abbottonata. Non si sa quanto sia stato investito fino ad oggi come non è dato sapere quanto il colosso coreano vorrà investire in futuro ma è certo che la tecnologia OLED terrà banco per i prossimi anni, tanto è vero che si vocifera già che il Galaxy S4 sarà il primo dispositivo mobile dotato di display ultrasottile e pieghevole. Ma anche da questo punto di vista non arrivano né smentite né conferme; Lee Chang-Hoon, vice presidente del comparto display di Samsung, non si è lasciato sfuggire una sola parola.
È più complicato invece immaginare quali altri prodotti possano uscire dai laboratori dei giganti della tecnologia, tra migliorie apportate a quanto già esiste e idee completamente nuove e, anche in questo ambito, si fa fatica a contare i concept. Ciò che invece appare un sentiero abbondantemente già tracciato e battuto è quello che riguarda i materiali del futuro.

 

Arriva il tablet formato famiglia da 13 pollici

 

Finora c'erano due tipi di tablet: quelli da 10 pollici o giù di li e quelli piccoli, da circa 7 pollici, formato adesso scelto anche da Apple per l'iPad mini. Per la francese Archos invece le dimensioni contano e il tablet da oggetto individuale e personale come lo smartphone diventa più familiare . La casa transalpina infatti ha annunciato FamilyPad, un tablet adatto a tutta la famiglia con display da 13.3 pollici (34cm di diagonale) ad alta risoluzione (1280 x 800). Lo schermo multitouch consente, oltre alle consuete funzioni di un tablet, di far giocare fino a quattro persone contemporaneamente, fungendo da vero e proprio piano di gioco. Costa 300 euro, il sistema operativo è Android 4.0 Ice Cream Sandwich.

 

Specifiche tecniche:
• Storage: flash memory da 8GB espandibile attraverso micro SDHC Slot fino a 32 GB
• Sistema Operativo: ANDROID 4.0 "Ice Cream Sandwich"
• CPU: ARM Cortex A8 @ 1 GHz RAM: 1GB
• Display: 13.3 pollici (34cm), schermo capacitivo MultiTouch 10x, 16 milioni di colori, risoluzione schermo 1280 x 800 HD
• Interfacce: 1x Micro USB host 2.0 per device esterni, Micro SD slot, HDMI output
• Camera: camera frontale 2.0 MP (1600*1200) e camera posteriore 2.0 MP (1600*1200)

 

 

Google attiva anche in Italia la "ricerca piu' intelligente"

Google attiva anche in Italia la  ricerca piu  intelligente

 

10:29 05 DIC 2012

(AGI) Roma - Arriva anche in Italia lo strumento atteso da studenti e ricercatori: la ricera 'piu' intelligente' di Google. A partire da domani l'evoluzione tecnologica Knoledge Graph interessera' anche i risultati di ricerca di Google in italiano. Knoledge Graph consente di cercare cose, persone o posti in modo nuovo, ottenendo risultati che rispecchiano la reale entita' del termine cercato e che tengono presente tutte le possibili corrispondenze.

 

ESEMPIO DI RICERCA  " brunelleschi"

 

Spesso una stessa parola ha piu' di un significato e per decenni la ricerca si e' limitata a creare delle corrispondenze tra interrogazioni e parole chiave, senza andare oltre. Knowledge Graph consente invece di cercare cose, persone o posti in modo nuovo, ottenendo risultati che rispecchiano la reale entita' del termine cercato e che tengono presente tutte le possibili corrispondenze. In questo modo, ad esempio, Google elabora il fatto che "Parma" e' una citta', ma anche una squadra di calcio, un'universita' e molto altro e tiene presente questi diversi aspetti nel momento in cui fornisce i risultati di ricerca. Grazie a Knowledge Graph sara' possibile comprendere meglio il significato di ciascuna interrogazione e rintracciare in modo puntuale diversi contenuti rilevanti che si legano a quel dato argomento. Ad esempio, se si cercano informazioni su Caterina de' Medici, si possono vedere la sua data di nascita e quella di morte, ma anche ottenere dettagli sulla sua vita e sulle persone che ne hanno fatto parte. Il Knowkledge Graph di Google non e' quindi solo basato su fonti pubbliche come Freebase, Wikipedia e il CIA World Factbook, ma e' amplificato su una scala molto piu' estesa. Al momento contiene oltre 500 milioni di oggetti, oltre a 3,5 miliardi di informazioni e relazioni tra questi diversi elementi ed e' perfezionato in base alle ricerche dagli utenti e alle informazioni che troviamo sul Web. Knowledge Graph puo' consentire alle persone di fare scoperte inaspettate, mettendo in evidenza tutta una serie di informazioni che potrebbero spingere la ricerca verso temi diversi da quelli da cui si era partiti. Cosi', cercando informazioni su "Brunelleschi", si potra' facilmente approfondire anche i nomi e il lavoro degli altri grandi rappresentanti del Rinascimento fiorentino, come ad esempio Donatello. (AGI)
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Capannori, primo in Itaia, approva il Piano di riduzione dei Rifiuti. Ed il Ministero convoca l’Amministrazione!

 

Il comune di Capannori anticipa la scadenza di legge fissata al 2013 e approva, primo  in Italia, il  “Programma Comunale  di Prevenzione dei Rifiuti”. Il Ministero dell’Ambiente chiama prontamente l’amministrazione comunale invitandola per mercoledì prossimo a Roma per un’audizione. Il Ministero vuole approvare entro la fine dell’anno un piano nazionale per la riduzione dei rifiuti  e  per questo vuole conoscere più approfonditamente l’esperienza e le proposte di Capannori in questo settore. Il Programma di prevenzione  è un nuovo strumento, approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale, che vuole consolidare le molte  buone pratiche già realizzate dal Comune e svilupparne di nuove, implementando così la ‘funzione prevenzione’ quale ulteriore passo avanti verso l’obiettivo ‘Rifiuti Zero entro il 2020’.

“Siamo davvero soddisfatti di poter dare il nostro contributo fuori dai confini locali sulla gestione dei rifiuti e in particolare su tutte le buone pratiche da noi adottate per ridurre gli scarti prodotti sul nostro territorio – afferma il sindaco, Giorgio Del Ghingaro – I risultati raggiunti sono più che soddisfacenti con una progressiva riduzione dei rifiuti che dimostra anche il  grande impegno profuso dai cittadini che intendo ringraziare. L’interesse del Ministero per le nostre azioni nel campo della gestione dei rifiuti ci onora e siamo lieti di poter collaborare, affinché l’esperienza all’avanguardia realizzata a Capannori possa essere utile nel contesto  nazionale”.

Se da un parte si confermano le innumerevoli buone pratiche realizzate, dal distributore di latte alla spina al compostaggio domestico, dalla promozione dei pannolini riutilizzabili ai detersivi alla spina fino all’introduzione dell’acqua del rubinetto sulle mense scolastiche, alle sagre ecologiche e al Centro del riuso, dall’altra il  Programma prevede  nuove importanti azioni per abbattere ulteriormente la produzione dei rifiuti. I dati del 2012 sono già molto incoraggianti: da  gennaio a settembre  la produzione dei rifiuti è calata  di circa il 5%, percentuale superiore al 2011 quando il calo è stato del 3,22%.

“I risultati ottenuti sono già molto buoni – dichiara l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci-, ma è nostra intenzione, grazie anche al programma di prevenzione dei rifiuti, compiere ulteriori passi avanti sul cammino verso Rifiuti Zero. Tra le nuove azioni previste ce ne sono alcune che coinvolgono direttamente il territorio e in particolare  le attività commerciali che credo potranno dare esiti molto interessanti”.
Sia il monitoraggio dell’esistente che i nuovi progetti contenuti nel Programma sono stati realizzati grazie al lavoro  di una ‘cabina di regia’ composta da rappresentanti del Comune, di Ascit, del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e da alcune associazioni.

Tra le nuove azioni merita attenzione il progetto ‘Esercente Zero Spreco’ che si  intende realizzare in collaborazione con le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti.
Il progetto, proposto dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero, prevede  il coinvolgimento attivo dei commercianti offrendo loro la possibilità di assumersi la loro fetta di ‘responsabilità’ estesa di filiera’ e un sistema per rilanciare il loro marketing. In pratica i gli esercenti dovranno rispettare un decalogo che prevede ad esempio l’uso di shoppers riutilizzabili non in plastica, l’uso di lampade a risparmio energetico, piuttosto che la promozione della vendita sfusa.  Ai commercianti verranno assegnate da 0 a 5  foglie a seconda del numero di regole rispettate e in presenza di almeno 3 foglie potranno applicare sulla propria carta intestata il bollino ‘esercente spreco zero’ con accanto il numero di foglie ottenuto. L’ottenimento delle foglie si trasformerà per il commerciante anche in un risparmio sulla parte variabile della tariffa dei rifiuti con sconti che potranno andare  dal 30% (3 foglie) al 100% (5 foglie). Le attività commerciali  saranno poi pubblicizzate attraverso vari mass media.  Per concretizzare il progetto sarà costituita un’apposita commissione.

DATI SULLA RACCOLTA DEI  RIFIUTI 2012

In  9 mesi da gennaio a settembre i rifiuti prodotti sul territorio sono calati di circa il 5%.  Il calo più consistente riguarda i medicinali scaduti (-61,17%), i pneumatici di provenienza urbana (-31,11%), gli olii vegetali esauriti (-30,43%), toner e cartucce esaurite (-29,69%). Diminuzione importante anche per quanto riguarda il multimateriale (-22,01%) probabilmente anche per la sperimentazione della Tia puntuale in alcune frazioni, la plastica di provenienza urbana (- 22,01%), la carta e cartone (-20,77%).
Per quanto riguarda la raccolta differenziata il rifiuto da spazzamento stradale è calato di ben il 53,07% mentre i rifiuti solidi urbani hanno fatto registrare una diminuzione del 5,41%.

Live Messenger addio: si migra su Skype

 

Lo storico servizio di messaggistica di Microsoft chiuderà entro marzo 2013. Gli utenti saranno dirottati sul software VoIP

Solo in Cina continuerà ad esistere. In tutti gli altri Paesi Live Messenger chiuderà i battenti e gli utenti saranno dirottati su Skype. Microsoft delinea dunque la propria strategia dopo l'acquisizione del noto software di chiamate e messaggistica via Internet avvenuta a maggio 2011 per 8,5 miliardi di dollari.

"Il nostro obiettivo rimane quello di offrire la miglior esperienza di comunicazione possibile per tutti e in ogni luogo", dice sul Blog di Skype la software house di Redmond, che prosegue: "Vogliamo concentrare i nostri sforzi nel rendere le cose più semplici per i nostri utenti, migliando continualmente l'esperienza complesiva. Ritireremo Messenger in tutti i Paesi (cina esclusa) entro il primo trimeste 2013".

Gli utenti saranno guidati nella migrazione a Skype. Fra i benefit che potranno avere, dice Microsoft:
- un più ampio supporto a tutte le piattaforme, inclusi iPad e tablet Android;
- instant messaging, videochiamate, chiamate a fissi e mobili in un'unica applicazione;
- videchiamate su cellulari;
- videochiamate con gli amici di Facebook;
- videochiamate di gruppo.

il Diario di Facebook torna alle origini?
 

 

Dopo  le proteste degli utenti la Timeline potrebbe tornare simile alla bacheca  delle origini del Social Network
Gianluca Nicoletti

  Il blog americano Mashable.com fa trapelare l’indiscrezione per cui Facebook starebbe testando un nuovo look per le pagine degli utenti. La Timeline a due colonne, che rappresentò qualche mese fa la grande novità  del social network, potrebbe cambiare e ritornare al template a una colonna, con una struttura della pagina che ricorderebbe quella delle origini.   

 

   Non è banale l’ attenzione che gli utenti danno a quella che potrebbe sembrare una semplice interfaccia grafica. Facebook è realmente una nuova periferica della nostra memoria organica, un data base, anche se rudimentale, della nostra vita quotidiana. Uno strumento di facile uso su cui si stratifica un potente diario quotidiano, iconizzato e condiviso. Mai prima una così vasta fetta di umanità ha avuto una tale possibilità di auto storicizzazione a tempo reale.  

 

   Si può parlare quanto si vuole di addiction da social network, ma è innegabile il fatto che nella storia delle relazioni umane non è mai prima accaduto che, per chiunque, fosse possibile scrivere la propria storia individuale, minuto per minuto, corroborata dall’ intervento di un numero elevatissimo di amici, alcuni reali, altri mai concretamente frequentati, ma ugualmente significativi per la propria vita emotiva. 

 

   Quando la nuova veste del Diario fu adottata d’obbligo per tutti gli utenti, ci furono molte lamentele da parte dei più restii ai cambiamenti della pagina che raccontava la loro vita. Furono addirittura suggeriti in rete espedienti software che fungessero da emulatori della vecchia grafica, utili per i fobici radicali a ogni cambiamento, quelli che vedevano l’upgrade di Facebook. come una profanazione delle proprie abitudini quotidiane.   

 

  Secondo Mashable, il social network starebbe già in fase di test della nuova veste grafica che sarebbe stata mutata raccogliendo in un solo spazio a sinistra i post, vale a dire la vera e propria attività editoriale del titolare, relegando in una colonna a destra le informazioni riguardanti gli amici e le app. Al momento il nuovo template è stato messo a disposizione unicamente per un numero limitato di utenti, nessuna notizia certa però sulla data di lancio per tutta la popolazione del social network.

Facebook e le sue censure

In rete i documenti dei moderatori, scoppia la polemica
No a nudo e fotomontaggi. E in Turchia non si parla dei curdi

 

MILANO - Non si può allattare, non si può andare in bagno, forse non si possono nemmeno mostrare i piedi nudi, non si può parlare di Kurdistan se si risiede in Turchia. Si tratta delle regole base che si devono seguire per vivere nel mondo virtuale di Facebook. Solo che non vengono sempre esplicitate agli utenti, che diventano a volte violatori inconsapevoli dei diktat della casa di Cambridge.

I MODERATORI - Il controllo dei contenuti pubblicati dagli utenti di tutto il mondo (850 milioni, secondo gli ultimi dati) si svolge su più livelli. Il primo, il più basso - capita, se si violano le regole, di trovarsi l'account bloccato per 24 o 48 ore, di non poter più mandare inviti agli amici, ecc. - è affidato ad aziende esterne. Una di queste è oDesk. La scorsa settimana un ex impiegato della compagnia, Amine Derkaoui, ha diffuso tramite il sito Gawker.com le linee guida dell'azienda di Cambridge (documento che poi è stato modificato e ripubblicato). Il marocchino, 21 anni, intendeva protestare per il trattamento umiliante subito dai lavoratori, pagati 1 dollaro l'ora.

LA RISPOSTA DI FACEBOOK- Da Facebook ammettono senza problemi il ricorso a compagnie esterne per il controllo, e assicurano che per «processare in modo rapido ed efficiente milioni di segnalazioni che riceviamo ogni giorno», le società selezionate «sono soggette a rigorosi controlli di qualità e abbiamo implementato diversi livelli di tutela per proteggere i dati degli utenti che usano il nostro servizio. Inoltre nessun altra informazione viene condivisa con terzi oltre ai contenuti in questione e alla fonte della segnalazione. Abbiamo sempre gestito internamente le segnalazioni più critiche e tutte le decisioni prese dalle terze parti sono soggette a verifiche approfondite».

STANDARD DI COMPORTAMENTO - Così è emerso il meccanismo in base al quale alcune foto scompaiono dopo poco dalle bacheche degli utenti, o come gli account vengono di volta in volta bloccati o sospesi. Gli standard comunitari che gli utenti di Facebook accettano al momento dell'iscrizione recitano «Ci impegniamo a coltivare un ambiente in cui ognuno possa parlare apertamente di problemi comuni e condividere il proprio punto di vista nel pieno rispetto dei diritti degli altri», e avvisano che: potrebbero essere rimossi i contenuti che indicano un appoggio ad organizzazioni violente; che le autorità competenti saranno informate in caso di minacce di suicidio; che bullismo e molestie saranno presi in assoluta considerazione; che «la discriminazione di individui in base a razza, etnia, nazione di origine, religione, sesso, orientamento sessuale o malattia rappresenta una grave violazione»; che le immagini di violenza sadica non sono tollerate; che protegge la privacy; che non consente «l'organizzazione di atti di vandalismo, furti o frodi».

LA CENSURA - Fino a qui tutto bene, ma all'atto pratico, che cosa è consentito pubblicare e condividere, e cosa no? E qual è il limite tra la «pulizia» e la censura stretta? Il documento fornito da Derkaoui presenta l'esatto limite: la pattuglia di moderatori riceve una segnalazione e sceglie se accoglierla, cancellando il contenuto, respingerla, mantenendolo, o inoltrarla a livelli più alti di quella che sembra una struttura piramidale per un ulteriore vaglio. Vengono censurate fotografie con un abbigliamento che evidenzia troppo la zona genitale (per maschi e femmine), quelle di donne che allattano bambini senza coprirsi il seno (è dei giorni scorsi la cancellazione di una foto di una donna di colore che allattava un bambino bianco, o albino), giocattoli sessuali (ma solo se usati nel loro contesto), oggetti di feticismo sessuale (senza specificare quali siano, se indumenti, parti del corpo o altro), immagini di persone ubriache o addormentate con il volto disegnato da qualche buontempone, o persone che vanno in bagno. O quelle comparative tra due individui, o tra una persona e un animale che magari le somiglia. Ma anche frasi ed espressioni, e qui si tocca la libertà di espressione, che possano incitare alla violenza (l'esempio? «I love hearing skulls crack», «Mi piace sentire un cranio che si frattura»), a prescindere dal loro contesto, o che «mostrino supporto per organizzazioni o persone note prevalentemente per la loro violenza», a giudizio del moderatore che riceve la segnalazione. Censurate anche le esplicite attività sessuali, anche se «velate», mentre vengono consentiti i baci anche tra individui dello stesso sesso.

ISRAELE E LA TURCHIA - Vengono inoltrate ai piani superiori frasi e immagini che negano l'Olocausto, se pubblicate in Germania, ma anche gli attacchi ad Ataturk (il padre dei Turchi), le mappe del Kurdistan, le bandiere turche bruciate e i contenuti che appoggiano il Pkk, il partito curdo combattente se effettuate in Turchia, o da utenti turchi. E questa indicazione è già una palese scelta politica. Rincarata dal commento che recita: «Ignorare se chiaramente contro il Pkk». In molti paesi europei la negazione dell'Olocausto è un reato, e in Turchia lo è il supporto al movimento curdo. Ma non lo è nel resto del mondo, e viene da chiedersi cosa potrebbe accadere se un utente straniero commettesse queste violazioni sulla bacheca di un utente turco o tedesco. Sembra una palese violazione della libertà di opinione, tanto più che, se nelle linee guida generali si parla di contenuti violenti o espliciti, non si parla mai di contenuti politici da evitare. Eppure, per queste violazioni non esplicitate è previsto il blocco dell'accesso al servizio per l'utente che le commette.

FACEBOOK RISPETTA LE LEGGI - Facebook però risponde che questi blocchi non scattano, o non dovrebbero scattare, per utenti di paesi dove il commento non costituisce reato: «Non è che tutti gli utenti non possano negare l'Olocauto. La negazione dell'Olocausto è vietata per legge in Germania, quindi i contenuti vengono bloccati in Germania. Facebook è compliant (si adatta, ndr) con le leggi locali». Si suppone, quindi, che a breve verrà pubblicato anche un aggiornamento delle linee guida che vieti di negare il genocidio che i turchi hanno commesso ai danni degli armeni: in Francia, infatti, sta per diventare reato.

DROGA, RISSE E ANIMALI - Sì alle foto della marijuana, no alle altre droghe se non nel contesto di studi medici o scientifici. Ovviamente se non si fa riferimento a un'offerta di vendita delle sostanze, però. Sì ai video di risse scolastiche, a meno che non siano pubblicati per bullismo. I video sulle torture agli animali sono ammessi ma solo se sono apertamente schierati contro la violenza.

CONSENTITI - A sorprendere di più, però, sono i contenuti che devono essere consentiti: «E' ok mostrare i fluidi corporei (con l'eccezione dello sperma) a meno che nel processo non sia coinvolto un essere umano». Traduzione spicciola: sangue, ferite, o altro sono «ok» a meno che non si veda l'atto di violenza che l'ha causata. «Ferite profonde sono ok, il sanguinamento eccessivo è ok, teste rotte e arti recisi sono ok finché non si vedono le interiora». E qui scatta la nota che sottolinea come non siano ammesse eccezioni per i link alle notizie o a contenuti che richiedono il controllo da parte dei genitori.

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