Theme Setting

Showcases

Background

This setting is only taking a look when select color and background.
If you want to set showcase color, background and disable Setting Bar, go to Templates Manager > AT-Templates > Global Tab

Go to Top

 

Servizio Trashware

chi ha detto che devi buttare il tuo vecchio computer?

Con la parola trashware intendiamo il riutilizzo proficuo di computer dismessi e altrimenti destinati allo smaltimento.

Attraverso l'utilizzo di software libero i vecchi PC possono essere recuperati e destinati a nuovi utilizzi, ad esempio all'interno di scuole o associazioni.

RITIRIAMO COMPUTER PER UN RIUSO SOCIALE CONTATTA LA NOSTRA ASSOCIAZIONE

TEL. 0583 961015

Perché il trashware:

Scarica presentazione


➔ vantaggi socio-ambientali

➔ Costi ambientali di produzione e di smaltimento dei PC

➔ Lo smaltimento è inevitabile, ma rimandabile!

➔ Possibilità di rendere accessibile la tecnologia a chi non se lo può permettere

➔ Riduzione dell'analfabetismo digitale e del divario digitale


Perché utilizzare software libero?


➔ Perché è libero

➔ Perché è gratuito

➔ Perché non obbedisce alle logiche dell'invecchiamento accelerato, quindi gira meglio!

➔ Perché è estremamente ottimizzabile e personalizzabile

➔ Perché rappresenta la tecnologia come bene comune

Chiunque abbia dei dispositivi ormai obsoleti, ma funzionanti, che vuole donare alla nostra causa e' il benvenuto.




Trash come rifiuto e Hardware come apparecchiatura elettronica.

Trashware è il neologismo ideato per identificare l’attività di recupero e ri-funzionalizzazione di vecchi computer allo scopo di renderli di nuovo utilizzabili dalla comunità.


Sono sempre più numerose le realtà che in Italia si occupano di prendere in consegna il materiale tecnologico in disuso proveniente da cittadini, aziende e amministrazioni per ricavarne risorse da mettere a disposizione di realtà associative, scuole o segmenti poveri della società.

Il trashware si colloca in quel frangente che sta tra la presunta
obsolescenza del computer e la sua reale usura. In mezzo c’è un tempo, a volte calcolato in 4/6 anni, in cui il computer è ancora capace di ottemperare alle sue funzioni in modo totalmente efficace.

E se alcune componenti sono effettivamente guaste, le restanti
possono comunque contribuire a comporre un terzo supporto, altrettanto valido e funzionante.


Buttare un computer in discarica ogni tre anni per comprarne uno più nuovo, più potente o più bello è un gesto dal notevole peso ambientale. Per realizzare un pc da 17 pollici sono necessari 240kg di carburante fossile, per smaltirlo serve l’intervento di un
soggetto abilitato al trattamento dei RAEE.

Dall’altro lato, le statistiche mostrano che se ogni europeo riuscisse a recuperare dalla rottamazione dei computer usati almeno 4kg di apparecchiature elettriche ed elettroniche all’anno, si risparmierebbero circa 120 milioni di gigajoule, pari a 2,8 milioni di tonnellate di petrolio ogni anno, con un risparmio energetico del 60-80% rispetto all’utilizzo di materia vergine.


Certo, Steve Jobs non avrebbe fatto la sua fortuna, se non avesse aggiornato i suoi splendidi prodotti con continue nuove versioni. E lo stesso si può dire di Hp, Dell o Acer.


Tutte le aziende di computer tendono a mettere sul mercato nuovi oggetti, con minime differenze rispetto alla precedente versione. I consumatori sono spesso inconsapevoli del reale valore di ciò che comprano e fanno l’ulteriore errore di acquistare tecnologia
dalle prestazioni fin troppo elevate per i propri usi effettivi.
Il primo insegnamento che il trashware cerca di trasmettere è il valore delle cose: che nel mondo dei computer passa attraverso la separazione dell’hardware – la scatola – dalla tecnologia che contiene.

Dal nostro punto di vista, è necessario far comprendere che c’è una
parte del computer che possiamo controllare, manipolare e gestire a nostro piacimento.

Che non è necessario accettare tutto come se fosse una scatola chiusa”.
E’ chiaro che trashware è anche sinonimo di software libero. Un’espressione che ai più fa venire in mente stanze piene di “smanettoni” e che invece rappresenta una reale opportunità per avvicinare molte persone all’uso dei computer.

I costi delle licenze sono, banalmente, uno dei motivi che ostacolano l’acquisto dei computer in realtà poco finanziate come le scuole o le associazioni per disabili.

Il termine Linus allora perde il
significato di “eroe della copertina” e assume quelli di una piattaforma in cui muoversi, fare, scrivere, studiare e creare.
Convincere gli scettici non è facile: tutti credono che ciò che non è di proprietà universale sia necessariamente uno scarto” .

Lì, nella periferia fisica e a volte culturale del Paese,
trasmettere certe idee non è facile. “Tutti sono disposti a donare i loro vecchi computer impolverati, pochi sono pronti a riceverli.” Per questo si sono ingegnati a cercare quelle realtà che avrebbero percepito un computer ricondizionato come un valore aggiunto.

E le hanno individuate nelle scuole e nelle associazioni per disabili a cui sono stati forniti slot di computer muniti di applicazioni spesso generate ad hoc sulla base delle esigenze di uso degli utenti.