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I suggerimenti di Kaspersky Lab per non essere preda di phishing e malware

anonimo

ROMA
I social games sono attualmente molto popolari nella comunità online, e contano 200 milioni di utenti che ogni mese, in tutto il mondo, giocano attraverso il sito di social networking Facebook. La sua applicazione più popolare è Farmville, utilizzata da circa 70 milioni di persone. Questo nuovo mondo di giochi online, tuttavia, può contenere dei pericoli nascosti. La settimana scorsa, per esempio, la società americana che produce Farmville, la Zynga, è stata costretta a sospendere un'offerta ingannevole di abbonamenti di telefonia mobile e altre offerte truffa che incoraggiavano i giocatori di Farmville a sottoscrivere contratti in cambio di “crediti Farmville”. La crescente popolarità delle applicazioni diffuse su Facebook, come i social game, porta con sé il rischio che gli utenti del social network si dovranno sempre più frequentemente confrontare con malware, phishing e con altri attacchi degli hacker.
Ecco i suggerimenti di Kaspersky Lab per l’uso di Facebook:
1. Controllate le impostazioni di protezione dei dati: gli utenti di Facebook devono tenere ben presente che le informazioni che i loro amici possono visualizzare sono informazioni completamente pubbliche, e che Facebook si riserva dei diritti su di esse. Quando ci si registra su un sito di social networking, quindi, si dovrebbero fornire solo le informazioni essenziali e selezionare le impostazioni predefinite più sicure. Inizialmente è consigliabile creare un account di fantasia, per verificare quali informazioni personali fornite vengono rese visibili on line: solo dopo questo primo passaggio dovreste creare un profilo usando il vostro vero nome.

2. Attenzione a ciò che “postate”: gli utenti di Facebook dovrebbero sempre ricordare che i propri post possono rivelare molte cose, anche personali; basti pensare alle foto di feste e ai video. E poi Facebook non dimentica nulla.

3. Smascherate i vostri “falsi amici”: gli operatori dei siti di social network, di regola, non verificano l’identità dei propri iscritti. Gli utenti di Facebook dovrebbero quindi generalmente diffidare delle richieste di nuovi amici e ricordare che ogni utente ha, in media, 130 amici nella sua lista: è ragionevole pensare che non tutti siano veramente tali.

4. Proteggete la vostra identità: esistono casi di furti di identità in cui dei cybercriminali hanno creato dei profili utenti verosimili e li hanno poi usati per ricattare le loro vittime. Queste persone sono spesso costrette a pagare delle ingenti somme di denaro per impedire che la loro reputazione venga rovinata, per esempio attraverso la pubblicazione di foto compromettenti. Un altro modo per rubare l'identità di una persona può essere la raccolta delle password degli account utenti esistenti su vari siti di social networking, tramite attacchi di phishing.

5. Prevenite gli attacchi malware: i virus come il worm Koobface usano sia le email tradizionali sia i siti di social networking, come Facebook, per diffondersi. Le vittime di questi attacchi ricevono dai loro amici dei link che promettono di portare ad un "video bellissimo". Cliccando sul link, invece, il pc viene infettato con un malware. Tutti i computer infetti vengono poi inseriti in una botnet - una rete di computer infetti usata per inviare spam o per effettuare altri tipi di attacchi - controllata da criminali informatici. Per proteggersi contro questo tipo di attacchi l’ideale è ricorrere alle attuali soluzioni di sicurezza informatica.

 

 

L'azienda illustra i 10 motivi per cui preferire Ubuntu a Windows. Semplicità e sicurezza sono ai primi posti.


Ubuntu è più sicuro di Microsoft Windows: a sostenerlo non è solo Google ma ora ci si mette anche Dell, che lo scrive sul proprio sito tra le ragioni che dovrebbero convincere gli utenti ad acquistare un computer con Linux preinstallato.


"La grande maggioranza dei virus e degli spyware scritti dagli hacker non è progettata per prendere di mira e attaccare Linux" continua Dell, che sin dal 2007 offre Pc, notebook e netbook con il sistema del pinguino sottolineando come alcune funzioni (come una suite per l'ufficio, o un software di fotoritocco) siano offerte gratis da Ubuntu e comportino invece un costo aggiuntivo in Windows.

Sito ufficiale Dell


Noi sono anni che usiamo sistemi linux e problemi di sicurezza e stabilità mai avuti.
Nella nostre sede abbiamo 3 server linux per la gestione dei nostri siti e servizi , un server per la gestione dell' aula informatica e per scrupolo adesso ho controllato la data dell' ultimo riavvio del server principale .... da non crederci... l' ultimo riavvio è avvenuto il 03 Marzo 2007
Credo per cambiare locazione , spostato il server dal piano terra al primo piano
Io ... anzi noi di Hacking Labs riusciamo a svolgere tutte le funzioni di cui necessitiamo con sistemi operativi gnu/linux e credetemi , una scuola di informatica che offre anche servizi web avanzati ne ha molte di esigenze software
Fate pure due conti , abbiamo 20 terminali , quanto risparmiamo di licenze tra S.O , office e antivirus ?


 

Il più importante motivo perché non dobbiamo comprare i sistemi operativi della Microsoft è la vulnerabilità ai virus , spyware ecc.....ecc...
é da quando è nato il primo S.O. Microsoft che c' è questo grave problema e non è mai stato risolto dalla Microsoft
Anche con l' uscita di W 7 niente antivirus integrato ...niente spyware serio integrato .

OK noi utenti compriamo un PC con un sistema operativo non sicuro ...... per essere relativamente protetto dobbiamo procurarci un antivirus o rinnovarlo dopo un certo periodo dopo l' acquisto del PC
comunque dobbiamo sempre stare allerta e avere preoccupazioni

voglio portare un esempio esilerante .......

è come se compro una bella mercedes e prima di uscire dal concessionario il venditore mi ferma informandomi che devo stare attento quando freno perche l' auto non è sicura .....consigliandomi di andare alla FIAT e installare ABS , ESP ecc....ecc....

ricapitolando; i consumatori coprano i computers senza essere informati che possono acquistarlo senza sistema operativo o con installato un sistema operativo gratuito e sicuro dai virus come le moltissime distribuzioni gnu/linux, ma tacitamente viene imposto l' istallazione dei sistemi Microsoft

la Microsoft ti fornisce un sistema non sicuro e vulnerabile e dobbiano noi preoccuparci per rimediare a questa mancanza rivolgendosi a società produttori di antivirus


i sistemi Microsoft sono molto cari e una volta comprato ... attenzione ... non è nostro , ma è in licenza d' uso

quindi non comprate i PC con i sistemi Microsoft perche di principio pagate un sistema che è vincolato da licenze molto restrittive , pagate un sistema incompleto e non sicuro
bellino a vedersi e relativamente facile da usare

 

In Finlandia le connessioni a banda larga sono diventate da oggi un diritto per tutti i residenti. Si parte con un minimo garantito di 1 Mbps, ma per il 2015 si pensa già a 100 Mbps. Difficile fare un paragone con la situazione italiana.

In Finlandia le connessioni a banda larga sono diventate da oggi un diritto per tutti i residenti. Si parte con un minimo garantito di 1 Mbps, ma per il 2015 si pensa già a 100 Mbps. Difficile fare un paragone con la situazione italiana.
La Finlandia da oggi diventa ufficialmente il primo paese al mondo a riconoscere a ogni cittadino il diritto di avere una connessione a banda larga. E ovviamente non si parla di servizi patacca all'italiana (Internet italiano da brividi, vera ADSL per pochi) bensì di accessi minimi da 1 Mbps – entro il 2015 sarà di 100 Mbps.

internet
Come si fa a raggiungere un tale risultato? Semplice, il Governo ha stabilito che tutti i provider sono obbligati a fornire a ogni residente una linea a banda larga con una velocità minima di 1 Mbps. "Abbiamo considerato il ruolo di Internet nel quotidiano dei finlandesi. I servizi Web non sono più solo intrattenimento", ha spiegato la Ministra per le Telecomunicazioni Suvi Linden. "La Finlandia ha lavorato duramente per lo sviluppo della società di informazione e un paio di anni fa abbiamo scoperto che non tutti avevano un accesso". Ecco quindi la decisione di investire nello sviluppo: tanto più che per raggiungere la totalità dei residenti (il 96% già coperto) sembrerebbero mancare non più di 4mila edifici.

In Italia ovviamente un modello di questo genere sarebbe difficilmente replicabile, non tanto per questioni ambientali o livello di popolazione ma semplicemente per la totale mancanza di coscienza del problema. La maggioranza degli italiani non reputano Internet una priorità per il paese. Il Governo poi ne parla come di una spesa (e non un investimento remunerativo), o al massimo tratta l'argomento come una fiche da giocare sul tavolo della politica – nonché della finanza.

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