Theme Setting

Showcases

Background

This setting is only taking a look when select color and background.
If you want to set showcase color, background and disable Setting Bar, go to Templates Manager > AT-Templates > Global Tab

Go to Top

Da un mese a questa parte, sarebbero aumentate vertiginosamente le infezioni da MacDefender, il malware che punta a mordere la Mela. Cupertino non conferma e non smentisce

Roma - I prodotti Apple iniziano ad attirare l'attenzione dei malintenzionati che mettono alla prova la sicurezza informatica. A quanto sembra, nell'ultimo mese le richieste di assistenza al servizio AppleCare sono cresciute sensibilmente. Gli utenti Mac statunitense riferiscono di essersi trovati faccia a faccia con un malware che si sta diffondendo sempre di più.

Il malefico software in questione, noto come MacDefender, si spaccia per un programma per la scansione della macchina. Molte delle vittime credono infatti che si tratti di un aggiornamento ufficiale contro le infezioni. In realtà, avviando Mac Defender il computer viene letteralmente infestato da pop-up pubblicitari e pagine di siti pornografici. Oltretutto, la finta scansione punta ai dati sensibili dell'utente.

Per qualcuno si tratterebbe di un falso problema ma i numerosi post sul forum del supporto Apple sembrano confermare che il problema malware inizi a farsi serio. Al momento sembra che i vertici della Mela non abbiano ancora capito come gestire la spinosa novità.

Il sito ZdNet parla addirittura di momentaneo insabbiamento e asserisce che Apple abbia già dato precise indicazioni ai tecnici dei centri assistenza: puntare sul semplice "no comment". Nessuna conferma e nessuna smentita sul fatto che esista un'emergenza da malware sui computer della Mela. Niente consigli o cure, fino a quando non sarà chiarita meglio la situazione.

Roberto Pulito

fonte: http://punto-informatico.it/3169008/PI/News/mac-davvero-emergenza-malware.aspx

Finalmente, dopo vari giorni di prove effettuate da vari utenti, è possibile spiegare

Come Installare GNOME 3 su Ubuntu 11.04 Natty Narwhal:

1. Il procedimento è semplicissimo, innanzitutto aggiungiamo il repository PPA di GNOME3:

sudo add-apt-repository ppa:gnome3-team/gnome3

2. Poi aggiorniamo la lista dei pacchetti mediante il solito comando:

sudo apt-get update

3. E infine aggiorniamo Ubuntu 11.04 Natty Narwhal con:

sudo apt-get dist-upgrade

4. Ora, prima di riavviare il sistema, installiamo GNOME-shell, quindi da Terminale:

sudo apt-get install gnome-shell

5. Successivamente effettuiamo il Logout, selezioniamo la sessione GNOME-shell, e avviamo la nostra distribuzione con GNOME3 .

Attenzione: Inizialmente vi si presenterà tutto in inglese, ma il problema si risolve facilmente:

  1. Andiamo nelle impostazioni di sistema cliccando a destra sul proprio nome
  2. Selezioniamo Region and Language e successivamente Italian
  3. Effettuare nuovamente il Logout ed il Login
  4. Ora avremo l’interfaccia di GNOME 3 in italiano
 
 
In versione finale il Narvalo elegante di Ubuntu
Ubuntu 11.04 "Natty Narwhal" è stato rilasciato. La nuova release della distribuzione Linux introduce numerose novità: la principale è quella l'integrazione alla nuova interfaccia utente Unity.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

29 Aprile 2011

Così come programmato da tempo, Ubuntu 11.04 "Natty Narwhal" (narvalo elegante, in italiano) è stato rilasciato quest'oggi in versione finale. La nuova release dell'apprezzata distribuzione Linux introduce numerose novità: la principale è quella che ha fatto più discutere ossia l'integrazione alla nuova interfaccia utente Unity. Come aveva già anticipato Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical - società che sponsorizza il progetto Ubuntu - ed ideatore della distribuzione, Ubuntu 11.04 abbandona il desktop environment GNOME per abbracciare un'interfaccia inizialmente pensata solo per i dispositivi mobili, dotati di schermi di dimensioni più compatte. Unity ha fatto la sua prima apparizione nella "Netbook Edition" (adesso messa in cantina) 10.10 di Ubuntu.

Per il momento, sebbene Unity sia divenuto il desktop environment di default, agli utenti è comunque concesso tornare a GNOME. Almeno per il momento, perché nelle future versioni di Ubuntu, assai probabilmente, tale possibilità non sarà più concessa.

Fulcro della nuova interfaccia è certamente il launcher, una barra disposta verticalmente, alla sinistra dello schermo, che permette di avviare rapidamente qualunque applicazione, in particolare quelle utilizzate con maggior frequenza. Il contenuto della barra è liberamente organizzabile e personalizzabile da parte dell'utente. Il launcher appare automaticamente portando il puntatore del mouse all'estremità sinistra del display e, nella parte inferiore, vengono mostrate una serie di icone che consentono di verificare i programmi in esecuzione, effettuare ricerche, accedere a file e cartelle personali. Il comportamento delle icone appare già familiare per coloro che arrivano da Windows o da Mac OS X.

Il pulsante in alto a sinistra, sul desktop di Ubuntu 11.04, raffigurante il logo della distribuzione, consente di aprire un pannello grazie al quale si potranno avviare delle ricerche sulle applicazioni installate oppure sui file presenti sul disco fisso. Un meccanismo che appare molto simile alla casella di ricerca di Windows 7 (Cerca programmi e file del pulsante Start) oppure alla funzionalità Spotlight di Mac OS X.

Unity guarda ai dispositivi di input multitouch: saranno sempre più diffusi, in futuro, e Canonical vuole proporre un sistema operativo in grado di operare senza problemi con tali device. Rispetto a GNOME, Unity appare spiccatamente vocato al controllo del sistema mediante i polpastrelli ed integra una funzionalità ("Love Handles") per l'aggiunta di controlli user-friendly capaci di garantire una più comoda modalità d'interazione per lo spostamento ed il ridimensionamento delle finestre.

Chi volesse passare a GNOME, con la possibilità di tornare sui propri passi, sappia che la scelta del desktop environment da usare può essere operata direttamente dalla schermata di login di Ubuntu, facendo riferimento ai controlli esposti in calce ad essa.

Con Ubuntu 11.04 l'accento è stato posto, inoltre, sull'aspetto prestazionale: il sistema operativo appare molto più snello, rispetto alle precedenti versioni, anche sulle macchine più datate.

L'integrazione con il servizio cloud compunting "Ubuntu One" si è poi fatta più stretta: Canonical intende puntare molto sul servizio che consente una semplice sincronizzazione dei dati (file, contatti e segnalibri) tra più personal computer. In futuro, è probabile venga inserita anche l'utility "OneConf", uno strumento che permette di replicare la configurazione di un sistema su altre macchine: ancora, però, il tool non è presente.

Le altre modifiche riguardano poi, essenzialmente, alcuni interventi sul "parco software" preinstallato insieme con la distribuzione. Banshee diventa il riproduttore multimediale predefinito (al posto di Rhythmbox) e la suite LibreOffice sostituisce OpenOffice.org.

L'edizione Desktop di Ubuntu 11.04 è prelevabile facendo riferimento a questa pagina, nelle versioni a 32 e 64 bit. L'edizione Server, anch'essa disponibile per sistemi x86 ed x64, è scaricabile da qui, sempre in formato ISO.

A breve pubblicheremo una recensione dettagliata di Ubuntu 11.04 approfondendo il comportamento di tutte le funzionalità "inedite" della distribuzione.

 

Collegati sul sito Internet di VidtoMP3 e copia l’indirizzo Web del video di YouTube nel campo di testo vuoto sotto la scritta Enter Video url below. Non ti resta che fare click sul pulsante Download per avviare il processo di estrazione della traccia audio dal video.

Al termine del processo, fai click sulla voce Download MP3. Nella pagina Web che si apre, fai click sul pulsante Download MP3 per scaricare la traccia audio estratta dal video in formato MP3 sul tuo computer.

Scaricare audio da un video

Puoi fare scaricare la traccia audio estratta dal video anche ai tuoi amici, dicendo loro di collegarsi al collegamento indicato in Link to this Page.

Scaricare audio da un video



 


Nay, imprenditore a 14 anni

Questo giochino per smartphone in cui bisogna portare una pallina da un punto all'altro dello schermo, componendo il percorso, è stato sviluppato da un ragazzo. Più di 1,5 milioni di download. E ora l'imberbe programmatore fonda un'azienda

Bubble Ball sbanca le app  Nay, imprenditore a 14 anni Robert Nay, 14 anni, sviluppatore di "Bubble Ball"

NEW YORK - Adesso gli uccellini arrabbiati del videogioco 'Angry Birds' diventeranno furibondi. 'Angry Birds' non è più la app gratuita più scaricata su iPhone: al suo posto c'è Bubble Ball, un giochino impostato sulla fisica, in cui bisogna portare una pallina da un punto all'altro dello schermo, componendo il percorso. Il particolare della vicenda è che Bubble Ball è stato sviluppato da Robert Nay, nato quattordici anni fa a Spanish Fork, nello Utah. L'imberbe talento della programmazione ha insomma superato in download, seppure gratuiti, sia i passerotti fumini che applicazioni di alto profilo come Facebook mobile, Pandora o Skype.

Il tempo delle mele. Per Robert Nay, il tempo delle mele dell'adolescenza non è quello dei primi baci, ma delle prime app per iPhone. Il giovane programmatore ha appreso l'arte del codice digitale grazie al suggerimento di un amico del papà, che gli ha consigliato di sviluppare un'applicazione. Così Robert si è procurato un manuale di programmazione, ha imparato quello che poteva e poi ha messo a frutto la lezione. Un racconto forse romanzato, sviluppare per iPhone presuppone la disponibilità di un kit apposito e una certa conoscenza tecnica, ma i numeri parlano chiaro: il 19 gennaio, Bubble Ball ha raggiunto 1.5 milioni di download. Un successo che il giovane Robert proprio non si aspettava, e su cui ora pensa di capitalizzare. Sviluppando altre applicazioni a pagamento, ed espandendo "Bubble Ball" con dei contenuti supplementari acquistabili direttamente "in app". E intanto, Bubble Ball è stato pubblicato dall'etichetta software che fa capo a Robert stesso, la Nav Games.

Successi e segreti. "Quando ho visto Bubble Ball al numero uno delle app più scaricate sono rimasto sbalordito", ha raccontato Robert alla stampa americana. Nel frattempo, Bubble Ball ha già la sua versione Android, e il mercato degli smartphone è coperto. "Voglio realizzare altri giochi", ha aggiunto, ma sul prossimo progetto mantiene il riserbo: "E' un segreto", conclude. Piccoli Zuckerberg crescono. (t.t.)

fonte: http://www.repubblica.it

Elenco Articoli

Contact Us

Associazione Hacking Labs

Viale Europa 135

55012 Lammari (LU)

Phone: 0583 961015
Mobile: (+000) 00 654 123

info@hackinglabs.it