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Il display flessibile e indistruttibile, il futuro è alle porteIl display flessibile e indistruttibile, il futuro è alle porte

Addio LCD, benvenuto OLED (Organic Light Emitting Diode) con i diodi che emettono luce propria e grazie ai quali i display possono essere più sottili e pieghevoli fino al punto di arrotolarsi.
Sembrava tecnologia futuristica ma a quanto riportato da Samsung i display pieghevoli arriveranno durante il primo semestre del 2013. Nulla è stato invece detto riguardo all'applicazione, nell'immediato futuro, di questi display, è tuttavia facile comprendere che sarà una grande rivoluzione per smartphone, tablet, e-reader e, perché no, personal computer e TV. Saranno soprattutto i device mobili a trarne vantaggio, proprio perché gli indici secondo i quali i consumatori operano la propria scelta sta ulteriormente variando: anni fa era la ricezione a tenere banco, poi si è arrivati a dare maggiore importanza alle applicazioni disponibili e, in questi mesi, il display diventa elemento di prioritaria importanza, anche in virtù del fatto che un numero crescente di persone consuma contenuti TV sul proprio device mobile.

Benché Samsung sia in una posizione avanzata sono molti altri i produttori che stanno prendendo le misure con i display pieghevoli e tra questi ci sono concorrenti di primaria importanza: LG, Sharp, Sony, Nokia e Philips. Manca Apple la quale, durante lo scorso mese di maggio, aveva già mostrato l'intenzione di appoggiarsi all'esperienza accumulata da Samsung. Ora i rapporti tra Cupertino e Seoul sono un po' meno distesi, e si aprono quindi scenari diversi: o la pace o la guerra totale tra i due.
Tutto ovviamente nell'ottica della competitività dei prezzi e, su questo fronte, Samsung è rimasta molto abbottonata. Non si sa quanto sia stato investito fino ad oggi come non è dato sapere quanto il colosso coreano vorrà investire in futuro ma è certo che la tecnologia OLED terrà banco per i prossimi anni, tanto è vero che si vocifera già che il Galaxy S4 sarà il primo dispositivo mobile dotato di display ultrasottile e pieghevole. Ma anche da questo punto di vista non arrivano né smentite né conferme; Lee Chang-Hoon, vice presidente del comparto display di Samsung, non si è lasciato sfuggire una sola parola.
È più complicato invece immaginare quali altri prodotti possano uscire dai laboratori dei giganti della tecnologia, tra migliorie apportate a quanto già esiste e idee completamente nuove e, anche in questo ambito, si fa fatica a contare i concept. Ciò che invece appare un sentiero abbondantemente già tracciato e battuto è quello che riguarda i materiali del futuro.

 

Finora c'erano due tipi di tablet: quelli da 10 pollici o giù di li e quelli piccoli, da circa 7 pollici, formato adesso scelto anche da Apple per l'iPad mini. Per la francese Archos invece le dimensioni contano e il tablet da oggetto individuale e personale come lo smartphone diventa più familiare . La casa transalpina infatti ha annunciato FamilyPad, un tablet adatto a tutta la famiglia con display da 13.3 pollici (34cm di diagonale) ad alta risoluzione (1280 x 800). Lo schermo multitouch consente, oltre alle consuete funzioni di un tablet, di far giocare fino a quattro persone contemporaneamente, fungendo da vero e proprio piano di gioco. Costa 300 euro, il sistema operativo è Android 4.0 Ice Cream Sandwich.

Specifiche tecniche:
• Storage: flash memory da 8GB espandibile attraverso micro SDHC Slot fino a 32 GB
• Sistema Operativo: ANDROID 4.0 "Ice Cream Sandwich"
• CPU: ARM Cortex A8 @ 1 GHz RAM: 1GB
• Display: 13.3 pollici (34cm), schermo capacitivo MultiTouch 10x, 16 milioni di colori, risoluzione schermo 1280 x 800 HD
• Interfacce: 1x Micro USB host 2.0 per device esterni, Micro SD slot, HDMI output
• Camera: camera frontale 2.0 MP (1600*1200) e camera posteriore 2.0 MP (1600*1200)

 

Google attiva anche in Italia la  ricerca piu  intelligente

 

10:29 05 DIC 2012

(AGI) Roma - Arriva anche in Italia lo strumento atteso da studenti e ricercatori: la ricera 'piu' intelligente' di Google. A partire da domani l'evoluzione tecnologica Knoledge Graph interessera' anche i risultati di ricerca di Google in italiano. Knoledge Graph consente di cercare cose, persone o posti in modo nuovo, ottenendo risultati che rispecchiano la reale entita' del termine cercato e che tengono presente tutte le possibili corrispondenze.

ESEMPIO DI RICERCA  " brunelleschi"

Spesso una stessa parola ha piu' di un significato e per decenni la ricerca si e' limitata a creare delle corrispondenze tra interrogazioni e parole chiave, senza andare oltre. Knowledge Graph consente invece di cercare cose, persone o posti in modo nuovo, ottenendo risultati che rispecchiano la reale entita' del termine cercato e che tengono presente tutte le possibili corrispondenze. In questo modo, ad esempio, Google elabora il fatto che "Parma" e' una citta', ma anche una squadra di calcio, un'universita' e molto altro e tiene presente questi diversi aspetti nel momento in cui fornisce i risultati di ricerca. Grazie a Knowledge Graph sara' possibile comprendere meglio il significato di ciascuna interrogazione e rintracciare in modo puntuale diversi contenuti rilevanti che si legano a quel dato argomento. Ad esempio, se si cercano informazioni su Caterina de' Medici, si possono vedere la sua data di nascita e quella di morte, ma anche ottenere dettagli sulla sua vita e sulle persone che ne hanno fatto parte. Il Knowkledge Graph di Google non e' quindi solo basato su fonti pubbliche come Freebase, Wikipedia e il CIA World Factbook, ma e' amplificato su una scala molto piu' estesa. Al momento contiene oltre 500 milioni di oggetti, oltre a 3,5 miliardi di informazioni e relazioni tra questi diversi elementi ed e' perfezionato in base alle ricerche dagli utenti e alle informazioni che troviamo sul Web. Knowledge Graph puo' consentire alle persone di fare scoperte inaspettate, mettendo in evidenza tutta una serie di informazioni che potrebbero spingere la ricerca verso temi diversi da quelli da cui si era partiti. Cosi', cercando informazioni su "Brunelleschi", si potra' facilmente approfondire anche i nomi e il lavoro degli altri grandi rappresentanti del Rinascimento fiorentino, come ad esempio Donatello. (AGI)
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Dopo  le proteste degli utenti la Timeline potrebbe tornare simile alla bacheca  delle origini del Social Network
Gianluca Nicoletti

  Il blog americano Mashable.com fa trapelare l’indiscrezione per cui Facebook starebbe testando un nuovo look per le pagine degli utenti. La Timeline a due colonne, che rappresentò qualche mese fa la grande novità  del social network, potrebbe cambiare e ritornare al template a una colonna, con una struttura della pagina che ricorderebbe quella delle origini.   

   Non è banale l’ attenzione che gli utenti danno a quella che potrebbe sembrare una semplice interfaccia grafica. Facebook è realmente una nuova periferica della nostra memoria organica, un data base, anche se rudimentale, della nostra vita quotidiana. Uno strumento di facile uso su cui si stratifica un potente diario quotidiano, iconizzato e condiviso. Mai prima una così vasta fetta di umanità ha avuto una tale possibilità di auto storicizzazione a tempo reale.  

   Si può parlare quanto si vuole di addiction da social network, ma è innegabile il fatto che nella storia delle relazioni umane non è mai prima accaduto che, per chiunque, fosse possibile scrivere la propria storia individuale, minuto per minuto, corroborata dall’ intervento di un numero elevatissimo di amici, alcuni reali, altri mai concretamente frequentati, ma ugualmente significativi per la propria vita emotiva. 

   Quando la nuova veste del Diario fu adottata d’obbligo per tutti gli utenti, ci furono molte lamentele da parte dei più restii ai cambiamenti della pagina che raccontava la loro vita. Furono addirittura suggeriti in rete espedienti software che fungessero da emulatori della vecchia grafica, utili per i fobici radicali a ogni cambiamento, quelli che vedevano l’upgrade di Facebook. come una profanazione delle proprie abitudini quotidiane.   

  Secondo Mashable, il social network starebbe già in fase di test della nuova veste grafica che sarebbe stata mutata raccogliendo in un solo spazio a sinistra i post, vale a dire la vera e propria attività editoriale del titolare, relegando in una colonna a destra le informazioni riguardanti gli amici e le app. Al momento il nuovo template è stato messo a disposizione unicamente per un numero limitato di utenti, nessuna notizia certa però sulla data di lancio per tutta la popolazione del social network.

 

Megavideo

MEGAVIDEO ANONYMOUS – Anonymous riapre Megavideo. Centinaia di migliaia di utenti erano in crisi dopo la notizia della chiusura di Megavideo e Megaupload ma ora possono tirare un sospiro di sollievo, almeno fino al prossimo blocco, che a questo punto sembra preannunciato. L’azione di blocco era stata voluta dagli agenti federali della Virginia che oltre alla chiusura di 18 domini del sito di filesharing, dietro richiesta da parte del Dipartimento di Giustizia, hanno fatto arrestare in Nuova Zelanda, Kim Schmitz, alias Kim Dotcom, ossia il fondatore del sito stesso con l’accusa di aver fatto perdere all’industria dell’intrattenimento una perdita pari a 500 milioni di dollari e di aver inoltre provocato con ‘operazioni criminali’ 175 milioni di dollari di danno.

L’uomo ad oggi rischia 50 anni ma a quanto pare tra i suoi sostenitori ci sono dei potenti e cioè il gruppo Anonymous che non ha perso tempo nel dichiarare guerra al Dipartimento di Giustizia americano oltre a molte organizzazioni ed etichette discografiche quali ad esempio l’Universal Records o la Record Industry Association of America, attaccandone il sito internet. Oltre alle azioni di hackeraggio il gruppo ha anche istituito un nuovo sito internet di Megaupload in seguito al ripristino del backup del network e poi diffuso la notizia attraverso il suo account Twitter. Il nuovo indirizzo da digitare sul motore di ricerca è per il momento megavideo.biz.

Per quanto riguarda le sorti giudiziarie di Schmitz invece sembrano essere in mani sicure, infatti il suo legale è Ira Rothken, uomo conosciuto nel settore per aver difeso i gestori di numerose piattaforme legate alle accuse di violazione del copyright.
In merito lo stesso avvocato ha spiegato che “il governo ha buttato giù una delle più grandi piattaforme di hosting nel mondo e l’ha fatto senza offrire a Megaupload la possibilità di difendersi in aula”. Per Rothken, le accuse rivolte sarebbero analoghe a quelle mosse da Viacom contro YouTube. “Ed era una causa civile e YouTube vinse“.
Intanto Kim Dotcom vedrà presto il suo trasferimento negli Usa e dovrà fare i conti con le accuse di associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e violazione di proprietà intellettuale. Nessuna cauzione è prevista.

La vera guerra è iniziata solo ora ma a seguirla saranno davvero migliaia di persone.

Luca Bagaglini

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